La storia

 

Intorno all'anno 1000, presso il torrente Freddo, che dista un Km. da Castelluccio Valmaggiore, vi era un piccolo cenobio di cui è sconosciuta l'epoca della fondazione e la regola. Il convento era dedicato a San Nicola.

Quel luogo era stato scelto dai monaci per accogliere e difendere i pellegrini che andavano in Terra Santa. Più tardi a causa della malaria i religiosi si spostarono sulla montagna, dove oggi è situato Celle di San Vito e qui costruirono delle cellette che servivano loro come dimora estiva.

Nel 1105 i religiosi lasciarono il convento, sconosciute sono le cause dell'abbandono.

Dopo un secolo, grazie all'opera del Papa Gregorio IX, nell'anno 1228 il convento risorse a nuova vita. Gregorio IX chiamò dalla Spagna i Cavalieri di Calatrava, che rimasero in Italia pochissimo tempo poichè nel 1284 furono richiamati in Spagna. Il convento a poco a poco, senza le annulai riparazioni, cadde in rovina e per sempre. Su quella montagna rimasero solo le cellette, che verso la fine del 1200 vennero occupate da una colonia di provenzali, soldati mercenari di Carlo d'Angiò, reduci da Lucera dopo aver sconfitto i Saraceni che avevano occupato la piccola città. Erano poveri coloni provenzali che seguivano le sorti del loro signore e prova ne sia il dialetto che tutt'ora viene parlato insieme al Comune di Faeto.

Dalle celle abitate dai coloni provenzali e dal piccolo santuario dedicato a San Vito, il paese prese il nome di Celle di San Vito.

In data 26.10.1862, il Re d'Italia Vittorio Emanuele II, con Regio Decreto, denominava il comune in "Celle di San Vito".